CON CHI CI STIAMO LAMENTANDO ?

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Ci siamo mai chiesti quale sia il motivo del nostro lamentarci ? O meglio ci siamo mai chiesti a chi sia indirizzato, davvero, il nostro lamentarci ? Nella maggior parte dei casi troveremo qualcuno disposto ad ascoltarci, qualche anima pia, qualche amico, conoscente o persona cara disposta a mettere a disposizione un po’ del suo tempo per ascoltarci. Abbiamo mai riflettuto su quale sia l’obiettivo reale di tale azione ? Certo mi direte voi, è principalmente per sfogarsi.. e qualche volta per cercare consiglio. E per intenderci è una cosa molto preziosa la possibilità di trovare qualcuno disposto a farlo. Avere qualcuno che ci vuole bene, che si prende cura di noi e che ci aiuta spesso, non è detto che corrisponda in una disponibilità di ascolto. Molto spesso saremmo più disponibili a portare una sacca della spesa, a dare un passaggio in macchina, a portarti i bambini a scuola o a passarti un compito più che metterci incautamente a disposizione per una seduta di ascolto. E questo perchè ? Perchè non ci teniamo al nostro amico, partner, vicino o collega ? Troppe volte questa mancanza è dettata dalla fretta, malanno esistenziale del millennio, ma molto spesso questa semicosciente indisponibilità è dettata dal fatto che noi ci vogliamo principalmente lamentare e chi ha voglia di entrare in questa spirale assorbi-energie ? Eh si perchè io ti ascolto volentieri perchè ti voglio bene ma chi si lamenta spesso.. spesso si lamenta .. e quasi sempre ripete le stesse cose !

E allora l’ascolto diventa inconsciamente un atto inutile, o almeno lo percepiamo cosi, il ripetersi senza limite del disco rotto che più o meno ritorna sempre al punto di partenza.. Beh nemmeno Gandhi sarebbe interessato credo. Non è tanto la noia del ripetersi di una storia che abbiamo già sentito che ci allontana. In fondo ci sono decine di cose, più o meno piacevoli, che ripetiamo ogni giorno perchè ha un senso farle. E qui sta la chiave. Per noi ha un senso farle, oppure ci siamo obbligati per qualche motivo. Il punto è che probabilmente il nostro inconscio ci dice che quella decina di minuti a riascoltare la stessa trita e ritrita, probabilmente non porterà a niente. E dunque se non ne siamo obbligati, ci guardiamo bene dal sottoporci a tale attività ripetitiva di ascolto. Magari pensiamo che vorremmo farlo ma non ne abbiamo voglia (e magari ci sentiamo anche un po’ in colpa) ma la realtà è che la nostra decisione è dettata dall’inconscia certezza che quella conversazione non servirà proprio a niente. E l’inconscio ci vede proprio bene.

Il nostro inconscio, il nostro istinto di sopravvivenza, ci dicono di tenerci alla larga da quella conversazione perchè il risultato è che ci risucchierà semplicemente energia. Molti di noi sarebbero disponibili a fare un buona azione anche più volte a patto di vedere un qualche risultato tangibile. E questo non avverrà perchè chi si lamenta, solitamente si lamenta spesso e più volte sempre della stessa cosa. E non cambierà.

Dunque con chi ci stiamo lamentando ? Con la persona che ci ascolta o con noi stessi ?

La persona a cui è veramente indirizzata la nostra opera di lamentela non è la persona o situazione che riteniamo causa delle nostre disgrazie e nemmeno il buon samaritano che si prodiga nel offrirci il suo povero orecchio per le nostre martellanti matriosche di parole ma noi stessi. Ancora l’inconscio guida le nostre azioni.

Il nostro inconscio ci sta giustamente chiedendo di sfogarci per il corto circuito nel quale siamo bloccati ma l’indirizzo della nostra lamentela siamo noi stessi. Ecco perchè dopo un po’ se possibile non ci vuole volontariamente ascoltare più nessuno.. perchè sanno che le parole non sono indirizzate a loro ma a noi stessi. La nostra prima lamentela è indirizzata alla situazione che ci fa vivere male.. ma le altre sono indirizzate a noi stessi che non facciamo niente davvero per cambiarla.

Le energie che utilizziamo per lamentarci sono sono le stesse che togliamo alla nostra possibilità di cambiamento. E di fatto ci rubiamo questa possibilità. E poi dovremo lamentarci di nuovo, con le stesse parole ma di fatto staremo dicendo un’altra cosa. Staremo dicendo che siamo arrabbiati con noi stessi perchè non stiamo cambiando quella situazione che tanto non ci piace.

Siamo sicuri di aver fatto tutto il possibile ?

Si, ma, vabè, però…

Probabilmente no, perchè il tempo che passiamo a lamentarci ci toglie energia e ci risbatte sempre al punto di partenza ed è tutto tempo tolto alla risoluzione dei problemi.

Meglio fermarsi. Respirare  .. e Agire!

Io non ho mai visto nessuno lamentandosi cambiare le cose.

Io non ho mai incontrato nessuno, partendo da me, che lamentandosi abbia cambiato qualcosa.

La lamentela è come un elastico che ti risbatte sempre al punto di partenza.

Bisogna sfogarsi, lasciarsi ascoltare .. e poi cambiare pagina !

 

Ben